Da agricolo a fotovoltaico

Il terreno di fronte alla Grande Mela, circa 63 ettari, diventerà un parco fotovoltaico ricoperto da pannelli. Appena in tempo prima del dietro front della Regione.

Pannello solare

Per andare al centro commerciale “La Grande Mela” sulla sinistra si può vedere un ampio terreno al momento a uso agricolo e pascolo. La società San Francesco Energy srl con sede nel nostro paese ha presentato un progetto per la realizzazione su questo terreno di un impianto fotovoltaico. Il terreno per il 70 per cento è sul territorio di Bussolengo, il restante 30 appartiene a Sona, dove pochi giorni fa è stato presentato lo stesso progetto. La quantità di energia che andrà a produrre sarà di 42mega watt di picco, ovvero 50-52 milioni di kilowatt l’anno che possono soddisfare sedici mila nuclei famigliari, ovvero gli abitanti di Sona, Bussolengo e oltre.

L’impianto sarà circondato su tutto il perimetro da una siepe mista che farà da barriera protettiva e sarà composta da diverse specie di piante quali il viburno, il prugnolo selvatico, il carpino bianco dei quali frutti sono ghiotti i frosoni, la sanguinella comune, il ligustro comune e lo spincervino. Come illustra l’architetto Diana Passarin gli impatti ambientali saranno limitati nel tempo per il solo periodo di realizzazione dei lavori, facendo riferimento al traffico dei tir per il trasporto dei pannelli. Per il resto il dato fondamentale è la riduzione di emissione di Co2 e la durata trentennale dell’impianto.

L’ingegner Beniamino Cazzador illustra poi la parte urbanistica e architettonica del progetto. Il parco si inserisce tra zone industriali, produttive, commerciali e una piccola zona residenziale e i suoi confini sono delimitati dalla statale 11, dalla Grande Mela, dalla località Festara e dalla provinciale 26. “L’area individuata per il progetto – continua Cazzador – non è soggetta a nessun vincolo archeologico come appurato dalla Sovrintendenza e manterrà il suo carattere di pascolo. I pannelli lasciano uno spazio di 80 centimetri da terra per uno sviluppo in obliquo di circa tre metri e quaranta così il bestiame potrà continuare a circolare tra i pannelli mantenendo naturalmente l’erba del terreno”.
Da sottolineare anche la questione del mantenimento e dello smaltimento. “La manutenzione dei pannelli – spiega Cazzador – viene fatta solo con acqua, quindi il terreno non viene contaminato. Non è prevista alcuna opera di pavimentazione, in quanto i pannelli sono fissati con dei supporti in alluminio. Alla fine della vita dell’impianto, dopo trent’anni, il pannello viene smaltito essendo costituito da materiale che viene recuperato in toto, vetro e silicio e l’alluminio dei sostegni”.

Progetto quindi approvato dalla Regione Veneto prima della svolta di pochi giorni fa che dà lo stop alle grandi “coltivazioni di energia”La nuova legge finanziaria regionale blocca per tutto il 2011 nuove autorizzazioni per impianti fotovoltaici in terreno agricolo che abbiano picchi di potenza superiori a 200 kilowatt. “Su questo tema – afferma l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato – stiamo lavorando da mesi per impedire un’indebita sottrazione alla vocazione produttiva strategica dell’agricoltura, che nel caso del fotovoltaico diventa una vera e propria sottrazione di terreno agricolo”. Legge che però non tocca il progetto di questo parco in quanto già stato approvato e per il quale saranno sufficienti dai tre ai sei mesi per la realizzazione. Per il futuro quindi sarà opportuno rivolgere l’attenzione ai tetti dei centri commerciali, della fabbriche e valutare le cave dismesse.

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