Chiude la rianimazione all’Orlandi?

La dottoressa Marchiotto sulla riorganizzazione del reparto di terapia intensiva. “Come può arrivare un anestesista da casa in venti minuti per un arresto cardiaco?”.

Rianimazione - Terapia intensiva

Mentre la dottoressa Marchiotto stava stendendo con le sue colleghe la lettera pubblicata ieri, ha risposto a qualche domanda sulla situazione critica che si appresta ad affrontare il reparto di terapia intensiva, noto anche come rianimazione. Prima della delibera 157 dello scorso 30 marzo che ha messo in allarme gli anestesisti, si legge, sempre nella stessa, che dal novembre del 2008 è stato istituito un servizio di doppia guardia di anestesia e di rianimazione per l’unità di gestione delle urgenze-emergenze garantendo nel contempo il trasporto secondario dei pazienti critici di stretta competenza rianimatoria in altri ospedali. Proseguendo si legge che il servizio di doppia guardia aveva carattere sperimentale di sei mesi. Nell’aprile del 2009 si deliberò di estendere per un altro semestre questa soluzione “per consolidare la professionalità e l’esperienza del personale”. Ora però non si riesce a mantenere l’attuale assetto organizzativo visto le limitate possibilità (gravidanze, rientri in altre aziende ospedaliere, cessazioni di servizio e modifiche agli orari). Partendo da questi dati e dall’impossibilità di organizzare i turni di lavoro, dal mese di aprile, viene proposta nella delibera 157  firmata dal direttore generale dell’Ulss 22 Alessandro Dall’ora “l’attivazione della reperibilità integrativa e la contestuale disattivazione di una delle due guardie anestesiologiche”. Cosa comporta questa scelta? E’ possibile quindi che a svolgere l’attività di un anestesista che possiede specifiche competenze nella gestione dell’emergenza, venga chiamato un collega che opera nel settore ortopedico o internistico? La dottoressa Simonetta Marchiotto, rappresentante aziendale della Aaroi Emac, l’associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani emergenza area critica, ha risposto a qualche domanda.

Cosa sta succedendo al reparto di rianimazione a Bussolengo e come si è arrivati a questo punto? Da anni viaggiamo sotto organico come personale, situazione che si è accentuata da quando è stata aperta la rianimazione. E’ da anni che siamo in difficoltà di organico in quanto abbiamo avuto delle gravidanze e da un anno e mezzo eravamo in difficoltà a coprire i ruoli di guardia con conseguenti turni orari straordinari. Abbiamo chiesto una riorganizzazione dei servizi di anestesia. Abbiamo molte ferie in arretrato e l’amministrazione non ci ha mai ricevuto. Ci siamo stancati e da questo è nato tutto. Invece di trovare una soluzione condivisa, la scelta è stata quelle di togliere la guardia di anestesia. Togliendo l’ombrello protettivo dell’ospedale che siamo noi, fanno compiere delle mansioni a degli specialisti che non hanno le competenze di un anestesista rianimatore. Come struttura ci siamo noi poi c’è Villafranca, Isola della Scala e Malcesine però non è stato ridistribuito l’organico. Quello che pensiamo è che non possa arrivare un anestesista da casa in venti minuti per intervenire su un arresto cardiaco. Se per risolvere il problema, viene tolta questa figura, prima di tutti è la popolazione ad essere esposta.

Se si chiude il centro di rianimazione a Bussolengo, ne risulterebbe quindi una struttura ospedaliera monca? Consideri che Bussolengo è l’unica rianimazione pubblica nell’Ulss 22. Ci sono poi le rianimazioni di Peschiera del Garda e Negrar, convenzionate, ma che sono di carattere privato. Se un giorno non ci fosse più Bussolengo, un paziente dovrebbe andare in una di queste due o a Verona.

Più in generale cosa ci può dire sulle voci di chiusura dell’ospedale di Bussolengo? Per quello che riguarda noi, abbiamo una comunicazione non ufficiale che parla di una probabile chiusura del reparto di rianimazione ma non si sa ancora di preciso. E’ bene precisare che esistono poi due figure; la guardia anestesiologica e la guardia di rianimazione. Il primo gestisce i pazienti critici, in rianimazione, il secondo segue le emergenze e le urgenze. Se l’emergenza non è supportata da una figura competente, vuol dire che altri professionisti che non hanno le competenze devono vicariare la figura dell’anestesista ma questo non è possibile.

6 Commenti

  1. Dovreste vergognarvi con quello che guadagnate, vi fate scudo dei cittadini parlando di diritti violati, quando la gente vi muore fra le mani per qualche errore nell’anestesia ma voi come altri vostri colleghi non pagate mai direttamente gli errori che fate . Fatevi un esame di coscienza forse il reparto viene chiuso perché la vostra professionalità non e reale, vi lamentate che venti minuti non bastano per salvare una vita! Un normale lavoratore timbra e resta in azienda il suo orario di lavoro ed ha fine mese viene pagato per le sue ore di presenza, allora perché voi venite pagati per la reperibilità ma siete ha casa vostra???????????. Restate in ospedale e lavorate forse salverete molte più vite. Se questo lavoro vi distrugge licenziatevi pure ci sono persone migliori di voi professionalmente che aspettano solo di poter lavorare. La realtà e che ci sono persone che si uccidono perché non riescono a mantenere la propria famiglia voi vi lamentate perché lavorate troppo.

    • Caro Gabriele, premetto che non sono un lavoratore del settore ospedaliero, detto questo ti auguro con tutto il cuore di NON dover mai aver bisogno del reparto rianimazione e che l'anestesista non sia presente in sala ma debba arrivare da casa. Mi sembra stupido prendersela con i lavoratori quando i veri sprechi della sanità pubblica sono ben altri, con conseguente ripercussione sul peresonale. Sembra che tutti i mali della sanità pubblica debbano ricadere sui lavoratori..... mancherà mai che poi salti fuori che qualcuno che siede sulle poltrone decisionali ci ha mangiato !!!! mah. A proposito forse non sai come funziona la reperibilità.

    • Caro Gabriele voglio solo sperare che quanto hai scritto sia dovuto ad un eccesso di alcool... Oppure un Troll..... plonk!

    • Signor Gabriele, non so se intende quello che scrive. Le sembra buona cosa che non ci sia una rianimazione raggiungibile in tempi brevi? Soprattutto ora in che l'eta' media della popolazione e' in continuo aumento? Un vigile e' virtualmente sotto accusa per aver impedito l'arrivo di un'ambulanza in tempi brevi per soccorrere un calciatore, che poi è morto, e lei pontifica su medici che non vogliono lavorare ? Ma i medici lavorano sin troppo, e spesso fanno gli straordinari! soprattutto negli ospedali pubblici. (Poi ci lamentiamo se sbagliano...) Ovvio che devono farsi le ferie e magari più degli altri perché il loro e' un lavoro usurante, in quelle condizioni... La questione qui e' che viene a mancare un presidio "salvavita" molto vicino e spesso il tempo e' un fattore chiave per poter far fronte ad un'urgenza in modo veramente efficace. (Quando Bossi fu portato in Svizzera, - e poi, perché là? - quanto tempo e' passato prima che vi arrivasse?).

  2. In effetti ci vorrebbe una protesta con risonanza più ampia del livello locale...anche perché sento dire che questo potrebbe essere il primo passo verso la chiusura di tutto l'ospedale e sinceramente non trovo giusto che dopo tutti i soldi spesi per l'ammodernamento si vada a chiudere un servizio così importante per il territorio, oltre che un pezzo di storia del nostro paese.

  3. Avete pensato di chiamare "Striscia la notizia",come per il caso di Crotone? Forse uno "scandaletto" potrebbe smuovere le coscienze...tentar non nuoce..

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