L’Avis Bussolengo compie cinquant’anni

Il 19 maggio festa dell’Avis di Bussolengo rivolta ai nostri 650 donatori attivi e “molto importante” a tutti i donatori che dal 1962 hanno tracciato la storia di questa associazione di volontariato.

Vantini

Non possiamo dimenticare i fondatori dell’Avis di Bussolengo, citiamo con orgoglio il primo presidente e fondatore di questa associazione: Cesare Pinali (Fiorindo) insieme possiamo ricordare quelli che si possono definire i pionieri della donazione a Bussolengo: Francesco Motta (Balon), Bruno Falconi (Falcon), Zefferino Tramonte (Zefiro), Giovanni Venturelli (Gioanin postin), Giovanni Girelli (Gioanon), Alesandro Girelli (Lorenson), Luigi Chiesa (Gigi camuscio), Eugenio Zocca (Roma), Francesco Milani (Checo nadal), Giovanni Checchini (Gareli).

Personaggi allora ancora liberi da ogni associazione, questi donatori erano chiamati in caso di urgenza dai medici dell’Ospedale Orlandi, o accorrevano all’ospedale dopo aver sentito l’appello del parroco durante la messa. I più generosi trovavano il tempo per recarsi in bicicletta fino a Verona.

Sembra che il tempo non sia mai passato, le caratteristiche associative comunque non son cambiate, si dona sempre per il bene della comunità. Un dono gratuito nel completo anonimato, un gesto che va oltre il voler solo donare, ma che esprime tutto l’amore rivolto a persone che soffrono quotidianamente. Forse noi stessi donatori non riflettiamo bene sull’importanza della donazione, andiamo a donare così per un comune senso di volontarietà, ma pensiamo e riflettiamo, quella sacca di sangue che si dondola sul bilancino ha un’ importanza immensa. Se pensiamo che nessun intervento chirurgico di una certa entità non si potrebbe fare, e immaginiamo chi quotidianamente si rivolge al Centro Trasfusionale per una trasfusione a loro indispensabile. Se questa trasfusione fosse negata, se non avessimo quella sacca di sangue, ci troveremo a mani nude, nella più completa impotenza perché se non c’è sangue, tutto si complica, dunque diamo valore alla donazione, diamo importanza ai donatori. Vorrei riportare un articolo fatto da un nostro donatore per far capire che a distanza di cinquant’anni nulla e cambiato.

 

Un regalo per il diciottesimo compleanno

Sui giornali e in televisione si sente spesso parlare dei giovani ma quasi sempre per fatti di cronaca nera o per vite sbandate oppure per presentarli come dei bamboccioni che non hanno la voglia o il coraggio di fare delle scelte autonome. Certo, ci sono anche questi ma io vorrei raccontarvi un’altra storia.
Arrivare alla bella età di diciotto anni è un traguardo importante, la vita ti corre incontro e tutto è davvero a portata di mano. Così, qualche tempo fa, a mio figlio che arrivava a questo ambìto traguardo ho chiesto cosa volesse come regalo per quello che doveva essere un’indimenticabile compleanno. Non avevo intenzione di spendere chissà quale cifra ma avrei voluto che quel giorno lui non lo potesse scordare facilmente. Nella mia testa mi ritornava in mente un regalo che nella civilissima Inghilterra si fa ai diciottenni: un mazzo di chiavi di casa e un bicchiere da birra. Le chiavi sono il simbolo della raggiunta “libertà” dalla famiglia mentre il bicchiere da birra rappresenta la possibilità di incominciare a bere alcolici, la libertà di ubriacarsi nei fine settimana fino a sballare e annullare così ogni dignità. Se mio figlio mi avesse chiesto questo regalo o un qualcosa di simile certamente mi avrebbe deluso, preoccupato e dispiaciuto e certamente per me quel giorno sarebbe stato tristemente indimenticabile. Il mio ragazzo avrebbe potuto però chiedermi di regalargli l’ultimo modello di smartphone oppure una moto o un qualsiasi altro oggetto di quelli che sono degli status symbol e che danno la sensazione ai giovani di essere “uguali” agli altri. Che tristezza! Dopo averci pensato solamente un attimo però il mio Nicolò mi ha chiesto come regalo una cosa che mi ha lasciato sbalordito: “Vorrei – ha detto – che per il compleanno tu mi regalassi due cose: la prima è l’autorizzazione per potermi firmare le giustificazioni sul libretto personale di scuola. L’altro regalo che vorrei chiederti è che tu mi accompagnassi al Centro Trasfusionale dell’ospedale di Bussolengo per poter fare la mia prima donazione di sangue”. Il primo regalo che chiedeva era quello di lasciarlo diventare responsabile delle sue azioni e il secondo era quello di poter donare agli altri qualcosa di sé. Potevo dire di no a tali richieste? A volte noi genitori ci lamentiamo dei nostri figli perché non sono “bravi, belli e buoni” come lo siamo noi… Per fortuna che non lo sono!

Autore: Alessandro Vantini

 

Vorrei ricordare un altro nostro donatore, Fabio Brighenti che appena a 19 anni compiuti ha già effettuato la sua quarta donazione, orgoglio del nonno Dante Brighenti che a fatto dell’Avis una sua quotidiana realtà.

Veniamo al nostro appuntamento di sabato 19 maggio. La festa si terrà presso l’Hotel Tower di Bussolengo all’interno del salone Aida, l’inizio della manifestazione e prevista per le ore 14:45. Sarà un pomeriggio all’insegna del donatore, sono invitati tutti i donatori e simpatizzanti Avis comprese le loro famiglie, interverranno ospiti d’eccezione e personalità importanti, ripercorreremo assieme i nostri primi cinquant’anni di Avis, con testimonianze immagini video e quant’altro il tutto sarà allietato da momenti canori. Non mancheranno le Premiazioni ai nostri benemeriti, e riconoscimenti a tutti quelli che hanno contribuito a rendere grande questa associazione. Alla fine un grande rinfresco per tutti i partecipanti.

Chiediamo scusa fin da ora se abbiamo dimenticato qualcuno, “purtroppo tanti di noi cinquant’anni fa non erano ancora nati” ma vi assicuro che il nostro impegno è stato totale.

 

 

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