La polizia contro le violenze in casa

Convegno per gli agenti di polizia locale con l’Onvd, l’osservatorio nazionale violenza domestica che accenna a una critica verso l’Ulss 22.

Convegno polizia locale e Onvd03

Per chi non ne fosse a conoscenza, la polizia locale può intervenire nella segnalazione di casi di violenza domestica. Il convegno presso la biblioteca comunale di Bussolengo, che presto sarà intitolata al professor Elio Bonizzato, ha coinvolto gli agenti di polizia locale, alcune autorità e l’Onvd, l’osservatorio nazionale violenza domestica. I dati presentati dalla professoressa Marina Bacciconi, responsabile dell’Onvd, hanno reso l’idea della gravità della situazione. “Dai dati di un’istituzione che si mette in contatto con noi tramite atti formali – dichiara Bacciconi - si verificano oltre sei casi al giorno, uno ogni tre ore. La tipologia di violenza è plurima, un terzo è fisica, un terzo è psicologica e un terzo psicologica ed economica, come ad esempio il caso del figlio tossicodipendente che estorce denaro ai genitori. L’identikit “prevalente” della vittima, rivela essere una donna coniugata tra i 30 e i 45 anni, con una preparazione scolastica medio alta, con uno o più figli mentre un terzo delle vittime sono maschi, adulti, vecchi, bambini”. I motivi che portano alla violenza sono raramente i cosiddetti “futili motivi”, mentre più spesso si tratta di situazione di depressione, alcolismo e, meno frequentemente, di tossicodipendenza. La professoressa Bacciconi sottolinea poi come non sia corretto affibbiare alla situazione economica anche la responsabilità delle violenze domestiche, visto che nella sua esperienza di lavoro ha incrociato persone con una buona posizione sociale e lavorativa a praticare violenza sui proprio famigliari. Per arginare questo problema la polizia locale è uno degli ambienti dove rivolgersi immediatamente dopo qualsiasi tipo di violenza.

“La polizia locale – evidenzia Igino Olita vice prefetto vicario – ha cambiato ruolo nel corso degli anni e assunto nuove competenze. La polizia locale conosce territorio e persone e attraverso le figure come educatori possono agire anche nell’ambito della prevenzione”. Attraverso poi le parole di Gianni Tessari, direttore sanitario dell’Ulss 22 vengono definiti “guardie non armate” i medici generali perché conoscono le famiglie e possono essere d’ausilio per tutte le forze impegnate oltre ai servizi sociali e agli ospedali con il reparto di pronto soccorso.

La stessa Angela Barbaglio, procuratore aggiunto alla Prefettura di Verona e coordinatore del gruppo di magistrati che si interessano di violenza nei confronti dei minori sottolinea quanto sia “importante sviluppare la sensibilità che il codice di procedura penale chiede alla polizia giudiziaria: prendere notizia dei reati, impedirne le conseguenze, ricercarne gli autori, assicurare le fonti di prova. La polizia locale ha il compito di presidiare il territorio per raccogliere le notizie di reato”.

Non solo formazione quindi durante la conferenza ma anche una critica diretta all’Ulss 22 da parte della professoressa Bacciconi. Nonostante il Veneto sia la prima regione italiana a intervenire in maniera coordinata, come ricorda Roberto Padrini dell’Onvd, Bacciconi rende noto infine come l’Ulss di Bussolengo non abbia ancora mandato la mappatura del territorio all’osservatorio e sottolinea con una punta critica “come a onori corrispondano anche degli oneri”.

 

 

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