Cosa divide la maggioranza?

Modifiche al regolamento edilizio, zone Peep diventate a libero mercato e bilancio. Bassi e Mazzi rispondono su alcuni dei motivi che fanno discutere la maggioranza.

Divisione nella Lega Nord

Quali sono i principali punti di contrasto all’interno della maggioranza sulle ultime modifiche al regolamento edilizio?

Andrea Bassi, consigliere di maggioranza - Chiariamo innanzitutto che sono state difficoltà assolutamente impreviste: nell’ultima riunione di maggioranza prima del Consiglio infatti, avevamo concordato la linea che ho spiegato in aula durante la dichiarazione di voto finale. Linea tra l’altro suggerita dall’assessore Bruno Fantinati e condivisa dall’assessore Luigi Ambrosi. Poi se qualcuno arriva in aula e cambia idea, non so cosa farci… La riepilogo per chiarezza comunque: ci sembrava sbagliato far permanere una regola così penalizzante su tutto il territorio, le imprese edili sono già in grandissima sofferenza per la crisi senza precedenti che ha investito il settore e per i numerosi impedimenti burocratici che devono comunque affrontare. Eventualmente una regola simile a questa la potremo inserire nel Piano degli Interventi, in quelle nuove aree di espansione che presentano rischio di eccessiva concentrazione di mini-appartamenti. Quindi una regola puntuale e non più generale.

Alviano Mazzi, sindaco - La filosofia con la quale era stata introdotta quella norma qualche anno fa era per far sì che fossero privilegiati alcuni nuclei famigliari nella nostra comunità piuttosto di altri. In sostanza si voleva che più del 50 per cento delle unità abitative fosse di almeno 80 metri quadri dove una famiglia può vivere comodamente. Questa richiesta di cambiare l’articolo sostenendo che fosse troppo penalizzante per chi costruisce poi, in seguito l’ho condivisa anch’io come osservazione però avevo proposto di portare la percentuale al 30 per cento per diminuire e non azzerare quest’obbligo. Siamo usciti dall’aula al momento della votazione perché non eravamo d’accordo.

Perché l’orientamento di vendere a libero mercato la zona in Lungadige Trento?

A. Bassi – Premessa: viviamo in un’era dove i trasferimenti dallo stato centrale alle autonomie locali sono in continua decrescita (Berlusconi o Monti la colonna sonora è sempre quella). Quindi i Comuni per sopperire possono o agire alzando le aliquote dei tributi locali o diminuire le spese o alienare i beni non più indispensabili cercando di massimizzare gli introiti. Ecco, questo era il nostro caso: abbiamo il dovere di cercare di incassare il più possibile dalla vendita di quest’area per destinare i fondi alle tante opere non finanziate che affollano il piano triennale delle opere pubbliche 2012-2014. Quindi meglio venderla a mercato libero senza più quel vincolo che avrebbe di fatto inciso fortemente sul prezzo di vendita. Per quanto riguarda poi il rilievo che si sarebbero potute costruire case per giovani coppie, dico che lo stesso obiettivo può tranquillamente essere raggiunto col Piano degli Interventi che ricordiamo prevede che una percentuale di ogni nuova zona di espansione debba essere riservata a interventi di edilizia convenzionata.

A. Mazzi - Due tre anni fa abbiamo deciso di mettere l’area a disposizione dell’edilizia convenzionata per giovani che volevano mettere su casa. Credo che faccia parte di un gioco la scelta di far saltare la zona Peep in Lungadige Trento. A questo punto metterla in vendita alle condizioni esposte da loro, significa ridiscutere la convenzione con il proprietario che ha ceduto il terreno per gli scopi di edilizia popolare. Potrebbe anche fare ricorso e potremmo correre dei rischi.

Qual è la vostra posizione sulla vicenda dell’ex piazzola ecologica?

A. Bassi - La posizione sulla vicenda della ex-piazzola ecologica è sempre quella: massima fiducia nel lavoro della magistratura. Spero solo che la soluzione della vicenda sia in sede penale, per il bene e la serenità delle persone coinvolte, sia in sede civile, per permettere al Comune di capire come può o come non può utilizzare l’area in questione, arrivi al più presto possibile.

A. Mazzi - Per la piazzola è stata chiesta l’archiviazione per cui restiamo a vedere come vanno le cose e come prosegue l’intero iter procedurale.

Quali sono i problemi interni che portano spesso la maggioranza a dividersi in sede di Consiglio?

A. Bassi - Non è che ci sia un problema specifico, semplicemente si discute e ci si confronta come è giusto che sia: poi o si trova la quadra oppure, se ognuno resta della propria idea, si va comunque in Consiglio e ci si rimette alle decisioni dell’aula. D’altronde non mi sembra un peccato mortale confrontarsi con le idee e le valutazioni dell’opposizione, anzi spesso vengono suggerite cose intelligenti alle quali magari non si era nemmeno pensato. Quindi non lo vedo come un problema, anzi a me piace vederla quasi come un’opportunità in più.

A. Mazzi – Si tratta sempre di problemi interni che stiamo cercando di risolvere. Ad esempio il bilancio è stato portato in Giunta e lo porteremo in Consiglio il prima possibile dove ci sarà da discutere.

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