Benvenuti al Marigold Hotel

Sette anziani tratti in inganno da una pubblicità arrivano al Marigold Hotel e trovano invece una struttura in decadenza. 

Marigold-hotel

Un’anziana vedova squattrinata, un’anziana coppia litigiosa, un anziano giudice gay, un’anziana governante razzista, un anziano dongiovanni frustrato, una anziana pluridivorziata in cerca di un uomo; sette anziani sconosciuti uno all’altro si ritrovano sullo stesso aereo che li porterà a Jaipur, in India, dove li aspetta, secondo una pubblicità turistica, un favoloso albergo a buon mercato per vecchiaie scintillanti, che offre il più colorato paradiso degli acciacchi a buon mercato. Ma il famigerato Marigold Hotel, gestito con zelo e passione da Sonny Kapoor, un giovane uomo sospeso tra una madre conservatrice e una fidanzata decisamente moderna, è strutturalmente impreparato a ricevere ospiti. Diversamente dalla brochure, evidentemente ritoccata, che ne decantava stili e servizi, l’albergo ha bisogno di essere rinnovato e riorganizzato.

Ma per questo gruppo di ultrasettantenni, ritornare indietro sarebbe immergersi nella realtà di prima e per i non più giovani protagonisti è già stato un gesto di assoluto coraggio, di vitalità, di idea del futuro, quello di lasciare Londra, la casa, i figli, i debiti, le cure mediche troppo costose, gli appartamenti con annesso allarme automatico per il pronto soccorso, insomma gli strascichi di una vita che non è più quella, amputata dagli affetti e dalle gioie del passato.

Non sfinirsi nelle abitudini, nei rimpianti e nelle assenze, distrarsi, tentare l’ultima avventura, chissà addirittura ricominciare una nuova vita piena di cambiamenti e di sorprese: e la prima sorpresa per l’attempata brigata è che il favoloso albergo altro non è che un rudere in disarmo, dove tutto è inservibile, dal telefono alla doccia, e nelle cui stanze hanno nidificato gli uccelli. Fuori dalla silenziosa oasi in disfacimento, il traffico, i rumori, i colori, la polvere, gli odori, il calore, il casino di Jaipur, che tanti occidentali decantano e altrettanti detestano. E così fanno i nostri inglesi: c’è chi reagisce chiudendosi in camera terrorizzato, chi va comunque a visitare i tempi, chi tenta di trovare un lavoro o una nuova amante: nessuno comunque torna indietro dal favoloso quanto scalcinato Marigold Hotel.

La pellicola, diretta con leggerezza e classe dall’altrettanto inglese John Madden, è assolutamente british, quindi ben fatta, sufficientemente ironica, con grandi attori e ovviamente prevedibile nel suo lieto fine – già dalla prima scena, infatti, siamo sicuri che l’affascinante manager d’arte Isabelle Huppert finirà con l’innamorarsi senza scampo del rozzo e villano ubriacone – ma questa prevedibilità finisce per consolarci e cullarci a completamento di tutta la dolce narrazione, ingenua, prevedibile ma maledettamente intelligente, consolante e tenera, come gli arzilli ospiti del Marigold.

 

Titolo originale: Marigold Hotel

Nazione: Regno Unito

Anno: 2012

Genere: Commedia, Drammatico

Durata: 123 minuti

Regia: John Madden

Sito ufficiale: www.hotelmarigold.es

Cast: Maggie Smith, Judi Dench, Bill Nighy, Penelope Wilton, DevPatel,

Tom Wilkinson, Celia Imrie, Ramona Marquez, Ronald Pickup

Produzione: Blueprint Pictures

Distribuzione: 20th Century Fox

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