Non è un paese per skater

Un numeroso gruppo di ragazzi con la passione per lo skate è stato allontanato dallo skatepark autorealizzato presso la chiesa dei Padri.

Skatepark_alpini

Stefano, Luca, Edoardo, Luckasz, Nicolò, David, Bryan, Luca, Elia, Andrej, Johnny, Ludovico, Nicola, Giacomo. Sono solo una parte di quella trentina di ragazzi di Bussolengo con la passione per lo skate ma senza un posto dove poter esercitarsi in tranquillità. Fino a due settimane fa erano ospiti presso il cortile della chiesa dei Padri redentoristi. Qui i ragazzi avevano realizzato a spese proprie uno skatepark costruendo un muretto, tagliando le erbacce presenti sul campo, mettendo dei rail (binari singoli) e sistemando il posto per una spesa complessiva di 200 euro. Totalmente autofinanziati.

Dopo un anno e mezzo circa di attività in questa zona, adesso che sono stati allontanati non ci sono più i materiali e le strutture che avevano realizzato i ragazzi. Nemmeno i bancali in legno che probabilmente sono stati utilizzati per il falò della vecchia. “Siamo stati allontanati da Padre Luis in malo modo – spiega uno dei ragazzi – il quale sosteneva di non doverci alcuna spiegazione. Abbiamo provato anche la via diplomatica coinvolgendo i nostri genitori al dialogo con i Padri ma non c’è stato niente da fare”.

Come sono arrivati i ragazzi in questo posto? “Abbiamo parlato mesi fa del progetto di uno skatepark con l’ex sindaco Mazzi, l’educatrice territoriale Paola Zermian e il parroco di Santa Maria Maggiore don Fabiano. Mazzi ci aveva indicato il posto presso gli Alpini e Padre Luis ci aveva accordato il permesso. Per noi questo posto va benissimo. Gli altri posti che ci avevano proposto erano davanti al supermercato Billa e dietro all’ex pista di Ciclomania di fronte al futuro Ipab; tutti posti visibili, non sperduti come questo. A noi in fondo non cambia, la scelta pesa più pensando alla gente che ci vive attorno e che può essere infastidita dal rumore. Se la preferenza è di mandarci in posti isolati, per noi va bene uguale”.

Durante questo periodo si sono verificati anche episodi spiacevoli come il furto di attrezzi per i lavori. “Quest’inverno – continua un altro dei ragazzi – uno dei problemi è stata la visita del posto da parte di altre persone che non erano venute per andare in skate, ma anzi per rubare la malta necessaria ai piccoli lavori di allestimento che stavamo portando avanti in autonomia. Di questi eventi, Padre Luis ci ha incolpato anche se evidentemente non siamo stati noi a sottrarre dei materiali che avevamo pagato di tasca nostra per realizzare le strutture dello skatepark”.

Realtà giovanile consolidata questa dello skate, visto che si parla di un movimento di circa trenta ragazzi solo a Bussolengo, e profondamente insoddisfatta dalla mancanza di un posto adeguato dove praticare quest’attività in sicurezza. Realtà che si trova, ancora nel 2013, a scontrarsi con dei pregiudizi forti e infondati da parte di alcuni cittadini meno giovani. “Se solo giri con lo skate in mano – riflette uno dei ragazzi – la gente ti guarda male. Sono tre anni che veniamo mandati via da tutti i posti, anche nei bar a volte ci vietano di entrare con lo skate, come se fosse un’arma. Non si capisce come però in questo caso, un prete ci mandi fuori piuttosto di tenerci qui, al sicuro dai pericoli della strada”.

 

 

 

 

 

 

4 Commenti

  1. Andavo in skate 15 anni fa e c'era lo stesso problema. Girando per l'Italia si trovano rampe e skatepark attrezzati dai diversi comuni. Sembra incredibile. Forse è davvero uno sport troppo moderno, meglio lo scianco. Comunque non bisogna preoccuparsi troppo per le cadute, ci sono cose più pericolose di cui preoccuparsi per i giovani! E' uno "sport di abilità" molto interessante e appassionante http://www.youtube.com/watch?v=wHPMlIhWmAk

  2. Ragazzi un consiglio: andate a Settimo a divertirvi all'X-PARK, è attrezzato anche per gli skater. Buon divertimento http://www.bmxferrari.com/galleria.php?id=178

  3. L'altro giorno ero dal barbiere alle "sorelle ramonda", ed un gruppo di skater procedeva all'interno dei locali a bordo della famosa "taolèta de legno", alchè sono stati sgridati: "questo non è un parco giochi". I loro padri giocavano dai padri o in boschetta, e non glie ne fregava niente di avere visibilità: l'importante era giocare. Quanto pesa la visibilità nell'era dei bimbiminkia? A giudicare dai video su youtube direi che è fondamentale. Beh, c'è da dire che le barriere architettoniche di cui è ricco il paese almeno servono a qualcuno http://www.youtube.com/watch?v=yB_hwnyAkwY Almeno finchè c'era Bonini i ragazzi facevano BMX in sicurezza, ma ha dovuto andarsene a Settimo di Pescantina per trovare amministratori più lungimiranti. Adesso i butei i fa Pakour in questo modo. Giudicate voi. http://www.youtube.com/watch?v=EAzX7jYhlKE

    • Attilio grazie per il consiglio sicuramente faremo un giro ! Comunque ,all'età dei nostri genitori non c'erano strumenti di comunicazione come questi,internet o blog di discussione,in questa "era" il video non serve per apparire ma è uno strumento per confrontarsi e condividere con altre persone una passione ( nel nostro caso lo skate) anche al di fuori della provincia! http://m.youtube.com/#/watch?feature=player_embedded&v=ZgTnUjpLX38&desktop_uri=%2Fwatch%3Fv%3DZgTnUjpLX38%26feature%3Dplayer_embedded&gl=IT

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