Fasoli corre da solo

Risponde alle domande il candidato della lista “Marco Fasoli sindaco”, ex Presidente del Consiglio comunale della scorsa amministrazione.

Marco Fasoli

Quando ha deciso di candidarsi per la carica di sindaco e cosa l’ha spinta a fare questo passo? Alcune persone e diverse associazioni la scorsa estate mi fermavano per strada chiedendomi se fossi io il prossimo candidato al ruolo di sindaco. All’inizio rispondevo sempre di no; poi le richieste sono divenute sempre più insistenti e mi hanno portato a cambiare idea.

Qual è stato il suo percorso politico? Sono uno dei fondatori dell’Udc, prima ero nel Ccd che poi si è fuso col Cdu e ha dato vita all’Udc, nel quale ho militato fino al 2005.

Quali sono i punti principali del suo programma? Con il nostro gruppo abbiamo deciso di non scrivere quello che si può definire “il libro dei sogni” perché, data la mia esperienza in dieci anni da Presidente del Consiglio comunale, siamo consapevoli che le risorse economiche nel Comune sono molto scarse. Sarà un successo mantenere allo stesso livello attuale i servizi presenti ora sul territorio, cosa che noi ci poniamo come obiettivo specialmente nel sociale. Opereremo anche con piccoli interventi di carattere generale; faccio un esempio: la questione del parco San Valentino è da affrontare senza ombra di dubbio ma evidentemente non potremo completare la costruzione del teatro, visti i costi; improrogabile invece è l’intervento sulla biblioteca che ha evidenziato alcuni problemi, primo fra tutti le infiltrazioni d’acqua piovana.

Come sarà composta la sua lista? Fin dall’inizio la nostra scelta è andata nella direzione di abbandonare le provenienze politiche e partitiche in quanto abbiamo capito che i partiti, così come sono strutturati oggi, non funzionano più. Dal 2005 circa non sono più parte dell’Udc e mi sento nelle condizioni di guidare un gruppo che non abbia un partito di riferimento ma proprie idee, senza dover eseguire “ordini che provengono dall’alto”. Dobbiamo ancora formare la lista ufficialmente, siamo un gruppo composto da una trentina di persone da cui usciranno i sedici candidati. Le provenienze sono varie: liberi professionisti, pensionati, commercianti e studenti. Ci tengo a sottolineare poi come la nostra prossima Giunta sarà composta da quattro assessori, invece dei cinque previsti dalla legge, in modo da avere un esborso in meno per il Comune e risorse in denaro subito utilizzabili.

Perché la scelta di reclutare in lista persone che non hanno nessun passato nell’amministrazione politica in generale? C’è un disamoramento per i partiti politici i quali, purtroppo, non hanno capito come la gente, la base, stia vivendo una realtà diversa da quella che vivono loro. Ci vuole una svolta e per questo non possiamo mantenere le stesse persone e gli stessi metodi di prima. Chiamiamo quindi chi non ha avuto niente a che vedere con la situazione precedente, in grado di apportare freschezza e novità. È chiaro però che chi guida la macchina deve avere la patente; questa è solo un’immagine per dire che il candidato sindaco debba avere una solida esperienza alle spalle “nella gestione della cosa pubblica” altrimenti perdiamo tre anni per entrare nei meccanismi e capirne i funzionamenti e non possiamo permettercelo.

Alcune proposte concrete per Bussolengo sono già allo studio nel vostro gruppo? Per quanto riguardo il sociale il punto fermo è il mantenimento dei servizi, che al momento il Comune sta erogando ai cittadini. Qui ci siamo un po’ arenati durante la scorsa amministrazione perché alcuni sostenevano che si dovesse tagliare sul sociale mentre altri erano nettamente contrari. Non possiamo pensare di poter evitare di erogare alcuni servizi perché comunque dovremmo intervenire per garantire un supporto ai cittadini in difficoltà. Il nostro obiettivo principale è di far diventare Bussolengo una grande famiglia dove ognuno deve fare la sua parte, assumendosi una responsabilità maggiore. Anche i cittadini dovranno rimboccarsi le maniche per la gestione del bene comune.

Quindi ci sarà una richiesta del Comune per ottenere una maggiore collaborazione da parte dei cittadini? Si, sarà proprio il Comune a muoversi andando incontro al cittadino. In questi anni ho parlato con tanta gente che ha voglia di fare, in vari ambiti, non possiamo perdere queste opportunità. Stiamo già studiando soluzioni per rendere meno distante l’Amministrazione dal cittadino, in modo da evitare anche gli sprechi. All’estero per ogni festa rionale, c’è il chiosco del Comune con a turno il vigile, il funzionario dei tributi e le altre figure che fanno andare avanti la macchina del Comune per dialogare con i cittadini. Questo è uno dei modi per avvicinare il “Comune” ai residenti e accorciare le distanze.

Lei quando era in carica come Presidente del Consiglio comunale durante l’amministrazione Mazzi, che idea si è fatto della crisi di maggioranza che ha portato al commissariamento del Comune? Credo che il problema sia riconducibile a una mancanza di comunicazione tra l’operato del sindaco e la gestione del suo gruppo Lega Nord all’interno del Consiglio comunale. Ci sono state incomprensioni iniziali che sono diventate poi macigni nei mesi a seguire. Questo ha portato al commissariamento. Ci si doveva fermare subito e dialogare, invece si è arrivati a un muro contro muro manifestatosi nelle diverse sedute consiliari in cui le delibere sono sempre state ritirate, concludendosi con un nulla di fatto, con uno spreco del denaro pubblico. Prendo il caso del bilancio: assessore e sindaco non sono riusciti a trovare un punto comune condiviso da entrambi.

Quali sono i punti, a suo modo di vedere, dove Bussolengo ha più bisogno di un intervento diretto? Le questioni principali sono il lavoro, l’assistenza alle situazioni di disagio e l’ospedale. Sono certo che l’Ospedale Orlandi rimarrà a Bussolengo, con tutti i suoi reparti specialistici, patrimonio incommensurabile della nostra comunità, presente sul nostro territorio ben dal 1400. Per il lavoro troveremo, per le imprese che scelgono Bussolengo, una formula vantaggiosa, magari con una riduzione degli oneri e sedi con costi agevolati, in cambio di assunzioni di cittadini di Bussolengo. Sull’assistenza alle situazioni di disagio, mi riferisco quindi al sociale, non dobbiamo mollare nemmeno di un centimetro rispetto ai servizi presenti attualmente. Poi la gestione del paese sarà per forza di “ordinaria amministrazione” visto le disponibilità economiche; di opere nuove difficilmente riusciremo a farne. Dal punto di vista urbanistico abbiamo delle domande giacenti e decreti sviluppo presentati, c’è quindi la possibilità di reperire qui alcuni fondi, restando però molto attenti al consumo del territorio perché Bussolengo è uno dei Comuni che ha poca superficie territoriale rispetto ai Comuni vicini. Quindi non sarà permessa nessuna forma di spreco del territorio.

Il prossimo sindaco dovrà infatti prendere in mano il Piano degli interventi. Esatto, sono convinto che le circa 140 domande presenti diventeranno la metà una volta prese in considerazione a causa delle difficoltà presenti oggi nel campo dell’edilizia, un campo fermo da molto tempo. In ogni caso saranno valutate molto attentamente.

Cosa ne pensa della situazione di via Mazzini e della possibile riapertura al traffico? Può essere la soluzione? Via Mazzini può essere aperta per fasce orarie, gestita in modo tale che il fondo stradale resista al transito veicolare. Se per esempio andiamo a predisporre tre posti auto da un lato, poi tre posti auto dal lato opposto e così via, le vetture saranno obbligate a procedere a slalom riducendo rigorosamente la velocità sotto i venti chilometri orari, così da creare meno danni possibili al manto stradale. La fascia oraria di chiusura potrebbe essere dalle 19 alle 7 del mattino attraverso un dissuasore mobile oppure con altre soluzioni da mettere in pratica (chiusura il sabato pomeriggio e la domenica ). Ma quello del traffico forse non è il nodo principale, bisogna guardare oltre e ragionare su proposte che incentivino la via. Perché non far diventare la via nei fine settimana una fiera a cielo aperto, con tutti i negozi aperti? Ogni quindici giorni si potrebbe ospitare una piccola fiera diversa, penso ai ricambi di auto e moto d’epoca, minerali, vintage e così via con un vantaggio tangibile per le attività che scelgono di restare aperte durante la domenica.

Concludendo? Concludendo mi sento di dire che dobbiamo diventare una famiglia, questa è la situazione che mi auguro possa essere il traguardo di Bussolengo nei prossimi anni e che la poltrona del sindaco sia un punto di partenza, non un punto di arrivo per poi andare a tagliare i nastri alle inaugurazioni.

Lascia un Commento

I campi con il simbolo * sono obbligatori.

*


Inviando questo messaggio si dichiara di aver letto il regolamento del forum e di accettarne le istruzioni.