Soave porta avanti la civica Mazzi

Due liste civiche a sostegno dell’ex assessore alla cultura che rivendica l’idea di un outlet nel centro, annuncia il completamento del Biciplan e una disponibilità per i cittadini.

Marco_Soave

Lei è stato assessore alla cultura nella scorsa amministrazione, cosa l’ha spinta a candidarsi come sindaco? Innanzitutto l’esperienza raccolta in questi dieci anni fatta di dialogo costante con i cittadini e la buona conoscenza dell’apparato comunale. Quindi oltre alla esperienza politica quella della partecipazione al senso civico.

Quali sono le liste che la appoggiano? Sono due, la lista civica Mazzi per la quale abbiamo ritenuto opportuno andare avanti con questo progetto e la lista ViviAmo Insieme – Soave sindaco, entrambe liste civiche formate ciascuna da sedici persone.

Nella lista civica Mazzi, quali Mazzi sono presenti? La civica Mazzi viene da un progetto nato cinque anni fa e prese il nome dell’allora candidato sindaco. Ci sentiamo in dovere di continuare con questo progetto nel quale Alviano Mazzi farà parte di questa lista. Nella civica Mazzi ci sono persone già presenti nella composizione nel 2008 tra cui anche Silvia Mazzi, figlia di Alviano.

Quali sono i punti principali del suo programma? Diremo sicuramente la nostra per quanto riguarda l’ospedale Orlandi, credo comunque che tutte le forze politiche e civiche si adopereranno in un fronte comune su questa tema. La priorità è dare un punto di riferimento a tutta la cittadinanza per tutti i problemi di quotidianità, per questo noi puntiamo all’istituzione dell’ URP: ufficio relazioni col pubblico in modo da garantire una maggiore vicinanza tra cittadini e l’amministrazione. Come in passato una delle priorità sarà la vivibilità di Bussolengo, più attenzione ai parchi pubblici, il nuovo asilo l’Albero, l’area sportiva e il completamento del Biciplan. Il tema lavoro necessita di una profonda riflessione ma mentre in Italia chiudono ogni giorno 4000 aziende, il governo sembra non pensare a questa grave crisi. Abbiamo zone industriali e artigianali, non manca di sicuro la voglia di lavorare, mancano invece i soldi per poter mettere in moto le aziende. Troppe tasse, regole e leggi, poi se il governo non impegna le banche a sostenere le aziende cosa può fare il sindaco di un Comune? Può solo ricevere i vari curricula e chiedere alle poche aziende rimaste di assumere persone. Noi aspettiamo con fiducia quello che sarà il prossimo governo e di conseguenza ci muoveremo. Punteremo ad ogni modo ai fondi europei sul lavoro che riguardano i giovani.

Alcune proposte concrete per affrontare le criticità di Bussolengo? Criticità è una parola che riguarda il passato, solo sette/otto anni fa non avevamo una viabilità degna di questo nome, mancava una biblioteca di queste dimensioni, mancavano le scuole. Ora queste cose ci sono e hanno dato un altro volto al paese. Criticità possono essere i parcheggi, soprattutto per l’area dell’ospedale, ma nel 2013 il Comune entrerà in possesso di circa 60 posti macchina nella nuova struttura ex Biscardo. Una criticità riguarda via Mazzini, da qui un’idea nata nel 2009, dell’ex assessore Ambrosi, quella di studiare una ipotesi di realizzazione di un Outlet, idea da estendere anche in periferia. Eventualmente dotando le aziende e chi affitta di sgravi, certo non risolveremo i loro problemi comunque da considerare un buon impegno. Ma ripeto, la priorità è il lavoro e un’amministrazione deve cercare di calamitare sul proprio territorio attività che diano lavoro. Questo sarà sicuramente un impegno da parte nostra.

L’idea dell’outlet, mi diceva, è un progetto dell’assessore Ambrosi. A quando risale? L’assessore Ambrosi aveva ragionato su questa opportunità ancora nel 2009 quando c’era Stefano Barbi che aveva in mano la delega al commercio. L’idea è nata da una visita all’outlet di Mantova dove non era presente alcuna struttura prima della realizzazione del centro commerciale. Noi a Bussolengo abbiamo i negozi sfitti, in particolar modo in via Mazzini, e quindi si pensava di inserire i grandi marchi negli spazi adesso inutilizzati. Erano stati presi dei contatti con l’allora direttore dell’Outlet, è stato portato avanti un censimento dei negozi vuoti a Bussolengo e poi la questione è rimasta in mano dell’assessore Barbi. Adesso vediamo che questa proposta appare anche nell’altra lista (si fa riferimento alla candidatura di Massimo Girelli, ndr) ma è lo stesso, l’importante è farlo.

Il prossimo sindaco avrà in mano il Piano degli Interventi. Come dovrà muoversi e che linee seguire? Nel 2003 abbiamo ritirato un Piano Regolatore considerandolo devastante per un Comune come Bussolengo perché avrebbe portato alla lottizzazione di un milione e 800mila metri cubi portando la popolazione a 40mila abitanti, il doppio degli abitanti attuali. Abbiamo impostato il Pat, Piano di assetto del territorio, che lascia spazio ai Pi, i piani d’intervento, i quali interesseranno aree che collegheranno il paese contenendo l’allargamento. Spazio quindi alle zone già esistenti e da riqualificare, sempre seguendo la linea moderata degli ultimi dieci anni, dove è stato lottizzato solo 0,001 per cento del territorio.

Come ha visto dall’interno la crisi che ha spaccato la maggioranza nella scorsa amministrazione? Dispiace sia finita in questo modo anche perché ho ventitré anni di militanza nella Lega e tutto questo lascia l’amaro in bocca. Si è creata questa frattura per volontà, secondo la mia opinione, di alcune persone che tenevano le redini del partito alle quali è stato dato molto potere. Ci siamo trovati in una condizione dove invece di pensare al bene del paese si pensava a come bloccare il lavoro di alcuni assessori. Alcuni dicono che eravamo con Bossi ma noi eravamo solo della Lega, abbiamo lavorato per la Lega e nella Lega abbiamo cambiato il paese. Possiamo dire che abbiamo creato il modello Bussolengo, nessuna amministrazione ha portato avanti differenti progetti, intendo opere pubbliche, come è riuscita a fare la nostra. Mi riferisco a opere per la comunità come la biblioteca, le rotatorie, la strada interquartierale, via della Svolta. La scelta giusta sarebbe stata quella di votare il bilancio e portare a termine l’amministrazione dopodiché ognuno andava per la propria strada. Si è visto poi con l’arrivo del commissario che il bilancio proposto dalla Giunta è stato approvato quindi nessuno tra sindaco e giunta aveva imbrogliato sui conti. Le scuse delle aliquote Imu e il capitolo riguardante il sociale si sono dimostrate piccole scuse per non approvare il bilancio. Ci accorgiamo infatti che quelli che non hanno votato il bilancio si sono unificati in cinque liste per le prossime elezioni. Avevamo una grande forza, quella di essere un’amministrazione monocolore e non si è mai vista da nessuna parte che venisse mandato a casa il sindaco per un capriccio a livello politico da parte di chi aveva in mano le redini del partito. Era un disegno studiato da tempo.

In caso di ballottaggio è impensabile un’alleanza con i vecchi compagni della Lega Nord? Con quale coraggio potremmo allearci con chi ci ha mandato a casa? Sarebbe offendere i Bussolenghesi. Non esiste proprio.

Se diventasse sindaco cosa può mettere in campo dell’esperienza che ha avuto nelle scorse amministrazioni? Nel 2003 una domanda del genere mi avrebbe fatto paura, ora invece ho una maggiore esperienza e conoscenza grazie all’età e a una crescita culturale formatasi grazie a questi ultimi dieci anni. Ora ho una consapevolezza maggiore per affrontare quello che mi sta più a cuore: la quotidianità. In questi dieci anni sono stato molto vicino alle persone, non mi sono mai negato a nessuno e ho ascoltato chi veniva a chiedermi un consiglio o a darmi dei consigli e proporre iniziative che potevano avere sostegno dall’amministrazione comunale. I valori con i quali sono cresciuto nella mia famiglia sono la solidarietà e il rispetto delle persone e il lavoro. La mia esperienza in questi anni mi porta a stare vicino alle persone e dar loro sempre una risposta, positiva o negativa, assumendomi sempre piena responsabilità.

7 Commenti

  1. Forza Marco..... Dai che siamo forti ;)

  2. ci vuole un bel coraggio a riproporsi ,inoltre anca i parenti ma dai lasemo star .....che le meio .l'outlet na casada

    • ma hai controllato bene le altre liste chi propongono?se ne salvano molto poche

  3. mi domando con che coraggio avete la faccia di riproporvi... forse non avete finito di scaricare le colpe sugli altri?

    • Lo stesso vale per chi si ripresenta nella lega nord però...

      • Si. Quelli che si sono dissociati da un certo tipo di amministrazione, comunque sia chiaro, non votero ne lei ne lega, ma quello che è giusto va detto. Della sua allegra cerchia il paese ne ha le scatole piene

  4. Beh questa proprio!!! Che l'idea Outlet sia di Soave....Dal 2009 poi!!! E allora la domanda è una sola: perchè non l'avete fatta partire prima e, soprattutto, perchè non ne avete mai parlato pubblicamente o avete organizzato riunioni coi proprietari e con i commercianti per parlarne? Dai su, me sembra proprio un pataccone!!

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