Un outlet può salvare il centro?

Riflessione aperta di un ragazzo di Bussolengo in merito all’ipotesi outlet in via Mazzini sulla scorta di quanto emerso negli incontri estivi di Mazzini Futura.

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In questi giorni sto leggendo le interviste ai candidati sindaci di Bussolengo per farmi un’idea più chiara e completa dei programmi e delle intenzioni di intervento, al di là di conoscenze o simpatie politiche. Sto notando con dispiacere che pochissimi si sono posti di fronte al complicato futuro del centro storico, uno dei temi secondo me fondamentali che una futura amministrazione comunale dovrebbe affrontare, almeno in campagna elettorale a meno di un mese dalle elezioni. Prendo spunto dall’unica proposta a riguardo, quella dell’outlet, proposta da due candidati sindaci (Marco Soave e Massimo Girelli, ndr), per avviare una riflessione sul tema del centro storico di Bussolengo, sperando di convogliare l’attenzione di tutti i candidati anche verso questo importante tema. La speranza è quella di sentire presto un ventaglio di proposte completo, senza nascondersi dietro vaghe dichiarazioni.

outlet: ‹àutlet› s. ingl. (propr. «scarico» e «mercato, punto di vendita»; pl. outlets ‹àutlets›), usato in ital. al masch. – Negozio o centro commerciale specializzato nella vendita al dettaglio e a prezzi scontati di prodotti di marche famose e di prestigio. Gli sconti sul prezzo sono principalmente dovuti al fatto che negli outlet si commercializzano i capi invenduti delle collezioni dell’anno precedente. (Enciclopedia Treccani)

Se pensiamo agli outlet che, abitualmente o meno, frequentiamo, possiamo notare che la maggior parte cerca di ricreare un ambiente familiare e paesano, riproducendo la tipologia del vecchio borgo storico. La differenza sostanziale è quella che, per esigenze commerciali, si trovano ai lati dell’autostrada nelle immediate vicinanze dell’uscita del casello. L’impressione che si vuole dare è quella di trovarsi non nel solito centro commerciale, ma in una sorta di “villaggio vacanze dell’acquisto”. Il “borgo” è formato da edifici in cui i porticati dalle arcate a tutto sesto e le facciata dai colori pastello sono una scenografia dietro cui si nascondono negozi e magazzini. Si viene così a ricreare, spesso con poca qualità architettonica, un finto villaggio in un luogo in cui non esiste un background storico precedente.

Ben vengano gli outlet e, in generale, i punti vendita in cui, aziende più o meno famose, vendono direttamente al pubblico i loro prodotti in nuove costruzioni commerciali. Ma siamo realisti, il centro storico di Bussolengo è un’altra cosa.

Bussolengo è oggi un paese di ventimila abitanti che, nel corso della storia, ha sempre saputo essere un punto di riferimento del territorio veronese nel campo produttivo ed agricolo, a metà strada tra i due grandi poli turistici del Lago di Garda e della città di Verona. Il centro storico di Bussolengo è stato la più nota sede nel veronese, in 303 anni di Fiera di San Valentino, di compravendite di animali e macchinari agricoli, nonché un punto di riferimento per l’artigianato e per gli acquisti quotidiani più comuni, dall’abbigliamento all’alimentazione.

La nascita di grandi centri commerciali nelle zone industriali ai margini dei paesi, ha permesso più competitività e prezzi più economici rispetto a quelli praticati dalle botteghe. Oggi preferiamo prendere la macchina e andare a “farci un giro” all’Auchan o alla Grande Mela piuttosto di rimanere in paese muovendoci più comodamente a piedi o in bici. Il vanto di possedere un negozio in centro paese è ora diventato un sacrificio. Le botteghe storiche chiudono nell’indifferenza più totale delle istituzioni comunali. La realtà è che la gente popola la piazza e le vie del paese molto volentieri, riscoprendo il centro storico e comprando nei negozi e nei bar, se effettivamente vi trova qualcosa di attrattivo. Sono sicuro che il buon umore dei bussolenghesi e il fatturato dei pochi negozianti rimasti sia di gran lunga maggiore nei (rari) giorni in cui manifestazioni ed eventi riescono a popolare, anche solo per una mattina o un pomeriggio, le vie del centro storico.

A settembre ho partecipato con altri ragazzi ad un doppio incontro dal titolo Mazzini Futura, sul tema del centro storico di Bussolengo. Una tavola rotonda aperta a tutti in cui, con altri giovani architetti, commercianti, associazioni e altri interessati, abbiamo parlato insieme delle concrete possibilità per immaginare un futuro a Via Mazzini, a Piazza XXVI Aprile e al centro storico. Siamo riusciti a contattare alcuni proprietari di negozi, che ci hanno spiegato alcune dinamiche degli affitti e permesso di utilizzare per alcune settimane un negozio vuoto in Via Mazzini. Come quasi tutti gli altri locali sfitti, era sporco e poco attraente per qualsiasi possibile interessato. Lo abbiamo ripulito, usato per i due incontri e poi, dopo un mese, ci è stato chiesto di liberarlo per fare posto alla nuova pescheria che ha aperto proprio in quel locale (casualità?).

Dagli incontri sono emerse due questioni che vorrei riportare:

- in questi anni risulta che si sia già cercato più volte di prendere contatto con “grandi firme” per occupare i locali vuoti del centro storico, così come risulta che ci siano molti interessati che chiamano i proprietari dei negozi per conoscere le condizioni di un possibile contratto. Tutti sono costretti a desistere nei confronti di un prezzo di affitto richiesto troppo alto per le condizioni attuali in cui il centro storico di Bussolengo si trova a godere. La proposta che è emersa durante gli incontri è stata quella di un possibile allineamento proporzionato dei prezzi di affitto tra i vari locali da parte dei proprietari, unitamente ad incentivi da parte del comune per l’affitto per il primo periodo di avvio dell’attività commerciale.

- c’è bisogno di investire su incontri, manifestazioni ed eventi che portino nuovamente i cittadini a vivere ed innamorarsi del proprio centro storico, piuttosto che invidiare quelle organizzate dai paesi vicini. La cultura, la musica, lo sport, i bambini, l’arte, l’artigianato, il buon cibo sono solo alcuni ambiti di possibile interesse. I genitori non vedono l’ora di portare i loro figli a scoprire un paese vibrante di attività, così come giovani e meno giovani non aspettano altro che eventi ed occasioni che li possano coinvolgere.
Forse, dopotutto, non è detto che le soluzioni per il centro storico di Bussolengo debbano arrivare da qualche agenzia di marketing esterna e lontana dalle dinamiche del paese. Si può partire da cose semplici e concrete, discutendone all’interno degli organi comunali ed andando ad interagire con cittadini e diretti interessati.

Siamo davvero sicuri che vogliamo svendere il nostro centro storico, magari a un outlet?

14 Commenti

  1. :-)

  2. Non credo che la maggior parte dei cittadini vorrebbe solo negozi e spese pazze ,hai ragione abbiamo bisogno di iniziative per tutte le fasce di età ,non è necessario puntare sul commercio esistono alternative per ravvivare un paese .e voi lo avete dimostrato,solo con le scelte condivise riusciremo a non ridurre ad uno squallido outlet il paese

    • Sono d accordo cerchiamo di creare senza manipolare quello che abbiamo e vedrete che le iniziative e le idee saltano fuori dalle persone piu semplici ciao marco

    • Per la mia poca esperienza credo che un outlet non vada bene perchè meglio la qualita che la quantita ciao marco

  3. Buon sera Andrea trovo estremamente competente la sua sua riflessionee per questo mi permetto di ofrire un mio contributo. Trovo doveroso dichiarare, per lealtà nei suoi confronti e di tutti i lettori del Bussolenghese, che anch'io faccio parte del M5S pur non essendo candidato. La cosa è peraltro nota avendo presentato e pubblicato sul Bussolenghese le osservazioni all'ampliamento della cava Ca Nova Tacconi. Mi permetto di dissentire su una sua iniziale premessa “sto notando con dispiacere che pochissimi si sono posti di fronte al complicato futuro del centro storico”. Per quanto ho potuto vedere tutti i candidati sindaci hanno considerato il problema del centro storico. Quello che invece non tutti i programmi elettorali hanno preso in considerazione sono: il metodo di analisi del problema e sopratutto, le modalità e gli strumenti di intervento, cosa che come Movimento 5 stelle abbiamo cercato di fare e inserire nel programma. Per spiegare meglio il concetto riprendo la proposta dell’outlet. Come giustamente anche lei evidenzia , queste strutture di vendita necessitano di un facile accesso automobilistico e, aggiungo io, di una quantità esagerata di parcheggi. Questa semplice e sommaria analisi pone due problemi importanti: il traffico che questa attività generano, con conseguente impatti di inquinamento dell'aria e acustico, e la penuria di parcheggi già insufficienti per l'attuale domanda. Mi sembrano due problemi che da soli meritano una riflessione non solo più profonda, ma anche condivisa da tutti i cittadini di Bussolengo, perché se alziamo gli occhi oltre il piano terra ci accorgiamo che in via Mazzini e nel centro storico oltre ai negozi ci abitano decine di famiglie, ci sono altre attività oltre al commercio ai piani superiori. Anche loro hanno esigenze, desideri e anche legittimi interessi e tra questi metto anche il valore dell'abitazione che si possiede, poiché alto tasso di inquinamento e penuria di parcheggi sono parametri di svalutazione delle abitazioni e degli immobili in generale. Pretendere di respirare aria pulita, di non subire l'eccesso di rumore, trovare un parcheggio vicino a casa e mantenere il valore del patrimonio familiare sono aspirazioni e interessi legittimi che si devono integrare con le altrettanto legittime esigenze del commercio e con la ricerca di quella“vitalità urbana” che tutti desideriamo. Ricette dirigistiche e intervento di società di gestione difficilmente possono garantire gli interessi di una comunità, per questo sono convinto sia estremamente importante partire dal metodo, e il metodo non potrà che essere quello partecipativo e lo strumento per dare nuovo impulso sia solo quello previsto dalla legge: il Piano degli Interventi. Solo un Piano degli Interventi partecipato, con un quadro conoscitivo ampio e completo, aperto nell'analisi e nella ricerca di soluzioni al contributo di tutta la comunità, potrà garantire un futuro sostenibile, condiviso ed equo al nostro paese. Cordialmente Mauro Sonato

  4. Sono felice di apprendere che l'idea di andare a comprare capi firmati di qualche collezione fa a prezzi magari alti non sia l'aspirazione di tutti. Di certo non è la mia. Ad ogni modo resta il problema di risollevare il centro storico. Il M5S, che rappresento in qualità di candidata sindaco, ha pensato alla soluzione del Centro Commerciale Naturale (CCN). Si tratta di uno strumento adottato da molti comuni. La regione Lazio, per esempio, promuove questa modalità per risollevare i centri storici. Lo scopo è quello di creare sinergie tra imprese commerciali, artigianali, turistiche e di servizio insistenti su una determinata area urbana, con un ruolo chiave da parte della pubblica amministrazione. Il CCN prevede la convergenza tra attori pubblici e privati. Presupposto fondamentale è un calendario eventi di intrattenimento veicolati da promozione pubblicitaria istituzionale attraverso la diffusione e informazione su televisioni locali, stampa locale, specializzata. Sono certa che il centro storico debba puntare proprio sulle occasioni di aggregazione: lo shopping sarà una conseguenza, ma non può essere il punto di partenza. Mi auguro che siano in molti a condividere questa idea.

    • Mi spingo a proporre una sensibilizzazione della cittadinanza per la "solidarietà locale", ossia a favorire i propri concittadinii. Una sorta di "protezionismo" locale e libero. Intendo: se devo comprare un qualcosa, perché non potrei preferire l'acquisto da un commerciante del mio paese? Certo, devo avere anche una convenienza a farlo. Sicuramente non devo spendere di più. Magari, se fosse possibile essere sicuro di spendere qualcosa di meno.. con uno "sconto-Bussolengo" diciamo, sarebbe meglio! Puntare ad una nuova fidelizzazione (nel senso umano del termine, non quello commerciale, finto e manipolatorio) della popolazione.

      • Bellissima l'idea della tessera "sconto Bussolengo" a tutti i residenti! Possiamo copiarla per il nostro Centro Commerciale Naturale?

      • Certo, mi fa piacere :-)

      • la può prendere chiunque :-) in cambio fatemi pubblicità (potreste dire: "sai, è un'idea di quel genio di Nicola..."). Scherzo, ben venga la condivisione delle idee perché crea fermento creativo e ricchezza.

      • Nel programma della coalizione che sostiene Ceschi c'è questa idea di collaborazione, che Nicola, propone.

      • Giuro che non l'ho copiata! :-) Alla fine una tessera sconto non è un colpo di genio, ma sono le cose semplici che spesso non si vedono e che possono fare la differenza! Bravi! Buona campagna a tutti!

  5. qualche giorno fa sono stato al mercatino dell'usato nel centro di valeggio e c'era parecchia gente!

    • Ci sono stato anch'io al mercatino dell'usato ... era pieno di gente ... mi hanno detto che lo fanno ogni ultima domenica del mese ... magari ci portiamo qualche vecchio politico riciclato ... che nelle liste di Bussolengo è pieno! Saluti

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