Il parcheggio multipiano? Un’astrusità

Alla presentazione del candidato Antonio Zocca, la capolista Sandrin muove osservazioni sul progetto del parcheggio, sui costi del personale e sul cumulo di terra alla Beni Montresor.

Presentazione Antonio Zocca

“Questo Comune senza soldi non va da nessuna parte”. Così il candidato sindaco Antonio Zocca sostenuto dal partito “Donne per l’Italia” guidato dal capo lista Maria Cristina Sandrin, ha esordito alla presentazione della sua squadra. “L’outlet in via Mazzini? Sarebbe opportuno – sottolinea Zocca – che prima i commercianti si mettessero d’accordo per creare eventi che abbiano attrattiva. Via Borgolecco, via Roma, via Piorta, via Foro Boario, via San Valentino, le piazze vicine, anche questo è centro storico. Non c’è un commerciante di serie A e uno di serie B”. Ma è sull’ospedale che il dottor Zocca, medico chirurgo al pronto soccorso all’Orlandi, approfondisce il discorso. “Lavoro da venticinque anni a Bussolengo – afferma Zocca – e ho visto crearsi una scuola di medici, cosa che non succede in questo momento. Si parla di un declassamento dell’Orlandi in favore di Villafranca. Nel frattempo però sono stati spesi soldi per una terapia intensiva, un nuovo pronto soccorso e letti che costano dai 6 ai 7mila euro al giorno di spesa. Il reparto di cardiologia è carente perché alle otto della sera chiude. In caso di infarto dopo queste ore, si trasferisce il paziente a Borgo Trento. Il reparto di neurologia è aperto dalle 9 alle 4 del pomeriggio. Se arriva un paziente colpito da ictus alla sera? Si trasferisce a Peschiera, Negrar o Borgo Trento. Come candidato mi auspico che resti un ospedale con la O maiuscola e basterebbe integrare questi servizi. Il sindaco del paese non può salvare l’ospedale perché l’Orlandi fa parte dell’Ulss 22, regolata dalla regione Veneto. Il sindaco può solo sedersi al tavolo, sentire e contrattare le decisioni degli altri, ma non ha nessun potere di salvare o meno l’ospedale”.

La parola poi viene presa dalla capo lista Sandrin che inquadra la questione sulle spese del Comune, sul bilancio, assessorato al quale punta pubblicamente il partito Donne per l’Italia, sul progetto del parcheggio multipiano in project financing e sulla situazione della scuola Beni Montresor.

“Il personale del Comune – dichiara Sandrin – è il punto dolente, è una macchina mangia soldi. Abbiamo un’eccedenza di personale a causa del voto clientelare, a seguito di nomine e assunzioni politiche. Non vogliamo licenziare ma trasformare il personale del Comune da semplice costo a un costo-beneficio. Il più delle volte in Comune trovavo i dipendenti che si guardavano in faccia e non perché fossero fannulloni ma perché non avevano niente da fare!”. In seguito a un’analisi Sandrin dichiara che “Bussolengo paga ogni anni 800mila euro alle banche per interessi passivi”. Torna ancora sul bilancio Sandrin: “Perché corriamo da soli alle elezioni? Perché nessuno ci ha dato la garanzia dell’assessorato al bilancio. Quando ce la davano, non volevano renderla pubblica. Noi invece puntiamo a quello e come arriviamo a sanare il bilancio? La tecnica è il controllo di gestione”.

Ampio spazio poi sulla proposta delle liste a sostegno di Massimo Girelli di realizzare un parcheggio multipiano per l’ospedale tramite il project financing, operazione criticata da Sandrin per due motivi principali: “la possibilità di creare un monopolio del parcheggio e il futuro in dubbio dell’ospedale. Al Comune costa zero – spiega Sandrin illustrando la logica del project financing – perché prendiamo un imprenditore che realizza l’opera e quello che spende verrà ammortizzato con gli introiti dei parcheggi e la vendita di qualche garage. C’è lo spirito samaritano nell’imprenditore? Il business plan, la pianificazione dei costi, dice in quanto tempo rientrano gli investimenti. Il 60 per cento deve rientrare subito nei primi tre anni per l’imprenditore. Se per mettere la macchina devo pagare e non ci sono altri posti attorno, il parcheggio non sarà a 0,20 centesimi all’ora. In Piazza Cittadella a Verona, per esempio, costa tanto ma c’è concorrenza attorno. Qui si rischia di creare un monopolio in mano a un soggetto che mette la tariffa che vuole lui. In secondo luogo l’ospedale di Bussolengo non si sa che fine farà però si impone un minimo contrattuale di tempi, tra amministrazione e imprenditore. L’ospedale, se viene chiuso, come fa a ripagare le spese all’impresario? Il rischio d’impresa non c’è, perché l’impresario o dal Comune o dal parcheggio li prende i soldi che ha investito per il progetto! Io considero la buona fede di Massimo Girelli ma lo invito ad analizzare la dinamica economica di tutto il lavoro e si renderà conto dell’astrusità di quello che sta promettendo. Quale può essere un’alternativa di buon senso al parcheggio? Il servizio navetta”.

Infine l’attenzione si sposta sulla scuola Beni Montresor e sulla montagna di terra presente davanti all’istituto primario. “C’è una montagna composta da terra di scavo – commenta Sandrin – e abbiamo scattato della foto che rivelano la presenza di scatole topicide. Perché la ditta costruttrice ha lasciato là la montagna? Ci sono aziende che nascono per determinate opere con una mission e poi le si fanno fallire”.      

2 Commenti

  1. Mi par di capire, in merito all'ipotesi di costruzione del parcheggio, che se l'ospedale dovesse essere chiuso prima che l'imprenditore rientri con la spesa sostenuta, al comune di Bussolengo rimarebbero anche questi costi, che naturalmente pagherà come sempre il cittadino. Anna Chiara

    • Proprio così gentilissima utente. Mi piacerebbe spiegarlo ancora meglio alla cittadinanza, capirebbero tante altre cose che non vengono dette.

Lascia un Commento

I campi con il simbolo * sono obbligatori.

*


Inviando questo messaggio si dichiara di aver letto il regolamento del forum e di accettarne le istruzioni.