Viaggio in Brasile
Il Brasile. Dire di averlo visitato è veramente contro ogni possibilità realistica poiché questa nazione è veramente enorme, così grande che detiene addirittura tre fusi orari. È un luogo multiforme, dove la cultura si mescola con l’innovazione e le tradizioni sembrano appena nate. Il mio viaggio si è concentrato in un piccolo paesino vicino a Rio de Janeiro, che più che Brasile sembrava la Trento italiana. Ma per quanto essere in mezzo alle montagne fosse inusuale e inaspettato, le persone sono come me le aspettavo. Un’aurea di magia e tranquillità le avvolge e la semplicità dei volti, dei gesti ti fanno sentire subito a casa. Più viaggio e più mi chiedo perché solo all’estero possa trovare una comunicazione, per quanto limitata da una lingua non mia, così sincera e pura, senza formalismi, ma diretta, immediata. Le persone mi hanno accolto e in pochi giorni la voglia di stare insieme, scherzare e comunicare è diventata normale.
Lo scopo per cui sono andata a Teresopolis è stata capoeira, un’arte che in Brasile ha l’importanza praticamente del calcio qui da noi. Facendo allenamenti in una minuscola palestra il contatto con le persone è stato travolgente e in certe occasioni sorprendente. La sacralità dei gesti, dei rituali di quest’arte a noi così nuova mi hanno colpito. Uomini di cinquant’anni in grado di muoversi come ragazzi di venti ma l’umiltà di un fanciullo, sorrisi sinceri e tradizioni rinnovate. In qualche istante mi sono sentita parte di un progetto, di un credo comune, vivere la capoeira come stile di vita. Per quanto questo concetto a me ora sembri estraneo, presa così dalla frenesia della vita italiana, ho ammirato un nuovo modo di condurre un’esistenza, fatta di allenamenti, giochi, sorrisi e tranquillità. Ogni cosa veniva presa con estrema calma, senza preoccupazioni e soprattutto senza frenesia. Ammiro molto questa capacità di vivere la vita assaporandola giorno per giorno, senza troppe domande, senza rincorrere qualcosa inutilmente, ma lasciando scorrere con fiducia le cose. Teresopolis mi ha insegnato molto, come tutti viaggi finora intrapresi, mi ha dato un’energia nuova, ha tirato fuori un lato nascosto, una serenità ritrovata. Luoghi splendidi, montagne e stelle mai viste il tutto contornato da una polvere di pioggia che altro non può fare se non farti apprezzare una vita tanto diversa ma da cui ancora una volta si può imparare.










